la sottile linea di confine tra feticismo e perversione
1. introduzione ai piedi: cenerentola e il collo alto
Ho sempre provato un fascino e un'attrazione particolare per la favola di Cenerentola. Il primo libro che mio padre mi regalò quando avevo quattro anni è stato quello con la copertina rigida della Cenerentola di Walt Disney. Insieme al cartonato di Memole, è stata la prima cosa che ho letto dall'inizio alla fine DA SOLA. Prima di saper leggere mia mamma mi comprava i libriccini quelli quadrati che vendevano in edicola una volta, quelli con la musicassetta: il primo fascicolo che mi sono ritrovata fra le mani è stato quello di Cenerentola. E la prima cassetta pirata, la prima cassetta che ha aperto la lunga serie di cartoni animati disneyani piratati che mia zia Laura mi portava a casa con regolarità mensile? Indovinate. Cenerentola ovviamente. prima ancora di biancaneve (basta, adesso ho deciso che non metto le maiuscole, mi urtano). giocare a cenerentola era uno dei miei passatempi preferiti ed era sicuramente meno doloroso che fingere di svenire dopo aver morsicato una mela. ho sempre desiderato avere anche io un paio di scarpette di cristallo che mi calzassero alla perfezione come le sue, nelle quali il piede sarebbe scivolato dentro senza sbavature, flick, piede dentro la scarpa, grida di esultanza, dissolvenza...
il mio piede è un 36, ha l'indice più lungo dell'alluce e il collo alto.
quando andavo a comprare le scarpe da noemi, il negozio di scarpe davanti a quella che un giorno sarebbe diventata la casa della lori e di diego, il problema di sempre era solo uno: "la bambina ha il collo alto, signora, è meglio se ci buttiamo su un paio di scarpette aperte". buttiamoci sulle scarpette aperte, allora. e via di mocassini. fino agli otto anni, insieme alla "s" e alla "r", ho dovuto fare a meno anche delle normali scarpe da ginnastica chiuse davanti e poi...e poi in culo tutti quanti, io me le metto lo stesso anche se mi fanno un po' male. poi il piede deve essersi adattato, un po' come i "loti" delle cinesine e adesso riesco a mettere indifferentemente qualsiasi tipo di scarpa, più o meno. dico più o meno perchè quelle con i tacchi non riesco a sopportarle. alta un metro e sessanta come sono, un bel tacco dieci mi farebbe tutt'altro che male, ma preferisco essere considerata nana che una nana con i tacchi che soffre di lombosciatalgia, grazie. E adesso che il mio piede ha iniziato a piacermi, dopo anni e anni in cui lo consideravo l'ultima appendice che a volte mi dava dei fastidi (a volte...praticamente ogni volta che mi mettevo - e mi metto tuttora - delle scarpe diverse dalle gazze. potessi camminare a piedi nudi senza aver paura che mi vengano tetano-rabbia-epatite-cagotto insieme, beh, lo farei. che è praticamente quello che faccio normalmente quando sono a casa, fra l'altro) ho deciso di trattarlo bene e calzarlo il meno possibile con quelle maledette scarpe chiuse con i lacci allacciati stretti. viva le ballerine, viva gli infradito.
gli infrandito, poi, li adoro. li adoro fin tanto che il laccetto che divide alluce e indice non inizia a farmi sanguinare, il che può accadere a seconda dell'infradito dopo una settimana un mese o due mese, ma prima o poi succede. camminerei sempre in spiaggia, o a piedi nudi sull'erbetta, ah, l'erbetta appena tagliata, o la mattina presto quando è ancora un po' bagnata di rugiada e mi fa il solletico. sì, anche io voglio camminare in una VALLE VERDE.
2. feticista pervertita ufficialmente riconosciuta
sabato pomeriggio sono andata in libreria.
FRA_salve, posso chiederle un libro?
COMMESSA_prego dimmi.
FRA_allora sarebbe..."l'adorazione del piede" di bernarda del vecchio, edizioni castelvecchi.
COMMESSA_ah beh, solo la castelvecchi poteva pubblicare un tal libro per feticisti pervertiti.
FRA_(sorride sentendosi in imabarazzo, guardandosi attorno per assicurarsi che nessuno, a parte le dieci persone che sono lì intorno, abbia sentito quella che la commessa ha detto)
COMMESSA_ne ho una copia. è su di sopra. reparto sessuologia.
penso di essermi sentita così in imbarazzo in una libreria solo quando sono andata a comprare "magie d'amore per la strega moderna" e per sviare l'opinione delle commesse, gli ho chiesto se mi facevano un pacco regalo.
questo a proposito di piedi, l'introduzione si è un po' dilungata, ma ho deciso che dividerò il post in capitoli, così chi vuole può leggere tutto e chi non vuole può andare a leggere solo quello che gli interessa.
3. il feticismo e la perversione
okay. magari simone ha ragione quando dice che sono un po' feticista. in realtà si spiegherebbero una serie di cose se decidessimo di adottare questa tesi e farla nostra. un sacco di cose che, comunque, ero convinta di non essere propriamente l'unica a fare o a pensare. ma quanto è sottile la linea di confine che separa feticismo e perversione? Analizziamo la questione con attenzione e senza falsi pudori, che ormai qua non ce ne facciamo più da un pezzo, esattamente quando certa gente ha iniziato a parlare di pompini mentre io cercavo di impedirglielo dandogli indicazioni errate su come si pubblica un post.
1) ho sempre avuto un debole naturale per i nasi grandi. i nasi grandi mi fanno impazzire. stravedo per chi ha un naso importante in una faccia magari non del tutto bella. un uomo con un naso grande è, in generale, un uomo da prendere in considerazione. cose che mi piace fare con i nasi: prenderli tra l'indice e il medio e stringerli; leccarli; chiedere al possessore del naso di infilarmelo in un orecchio e soffiarci dentro; strofinarli con il mio a mò di eskimesi;
2) le orecchie le ho scoperte da poco, ma la tecnica è già raffinata. a parte il connubio naso-orecchio, che è una delle cose che mi danno più brividini in assoluto, penso che potrei raggiungere eccellenti (non dico massimi) livelli di piacere solamente facendomi succhiare un orecchio ad arte, il che prevede anche inserimento della lingua altrui all'interno dell'orecchio stesso, una cosa che con me ci si può permettere di fare perchè dedico alle mie orecchie cure pari a quelle che dedico ai miei piedi; naturalmente adoro anche farlo io, succhiare l'orecchio intendo, esplorarlo anche dentro le pieghine di cartilagine, se l'orecchio è dotato di piercing al trogo, come il mio, il gioco risulta ancora più divertente;
3) il "bosforo", come lo chiama Almazy ne "il paziente inglese", che sarebbe quella piccola concavità che si forma tra le clavicole alla base del collo; non ce l'hanno tutti e viene fuori solo con particolari posizioni della testa, ma è speciale. se è un po' umida di sudore poi è ancora meglio. in generale, e qui dovrei scrivere un altro punto ma non lo faccio, una cosa che mi piace tantissimo è anche il sapore salmastro del sudore quello buono, quel sottile strato di sudore un po' salato che si appoggia rispettivamente sul naso, sulle clavicole e sugli avambracci. a volte gli avambracci me li lecco o me li morsico anche da sola, sono buonissimi, li consiglio a tutti (non i miei nello specifico, ma insomma, ci siamo capiti);
4) l'ombelico, basta che sia pulito! con l'ombelico non vado tanto di lingua, che comunque è un classico insormontabile, quando di bacini brevi e un pochino a schiocco, localizzati esattamente dentro l'ombelico stesso. il mio ombelico invece è sacro, non si può sfiorare per nulla al mondo sennò potrei dare fuori di testa e iniziare a menare le mani; penso sia l'unico punto in cui soffro veramente il solletico, anche se durante un certo tipo di pratiche masochistiche potrei anche prenderlo in considerazione, il mio ombelico dico;
5) con i piedi ci si può fare di tutto, e con questo ritengo chiuso il punto 5, che potrebbe andare sotto il nome di "piedi";
6) una cosa che adoro fare è ricostruire l'immagine della faccia di una persona con la lingua, un po' come i ciechi lo fanno con i polpastrelli delle dita; immagino che la lingua venga sottovalutata, o almeno, io non ho mai trovato gente che facesse con la lingua quante cose ne faccio io. e dire che la lingua salmistrata mi ha sempre fatto uno schifo più unico che raro, con o sensa salsina verde ai capperi;
con il punto sei volevo iniziare l'elenco delle cose strane che mi piace fare, ma mi sono accorta di aver scritto già troppo e mi rendo conto che nessuno leggerà mai questo post fino alla fine, anche se è MOLTO divertente e PARECCHIO interessante (ma dove?) e come dice il cek io ho il dono più inutile che raro di scrivere una valanga di roba senza dire assolutamente niente (e credo abbia ragione, ma ha anche detto che a lui piace così, in fondo si tratta pur sempre di un talento, no? okay, ho capito, c'è anche chi ha il talento di fare i rutti più rumorosi e puzzolenti, e di certo non è una gran bella cosa...). quindi per stavolta mi spengo qui e vi dò appuntamento alla possima puntata di LA SOTTILE LINEA DI CONFINE TRA FETICISMO E PERVERSIONE, stay on line guys! (cazzo sto dicendo??? °________________O)
vostra Fra, in posizione Nadu
Ho sempre provato un fascino e un'attrazione particolare per la favola di Cenerentola. Il primo libro che mio padre mi regalò quando avevo quattro anni è stato quello con la copertina rigida della Cenerentola di Walt Disney. Insieme al cartonato di Memole, è stata la prima cosa che ho letto dall'inizio alla fine DA SOLA. Prima di saper leggere mia mamma mi comprava i libriccini quelli quadrati che vendevano in edicola una volta, quelli con la musicassetta: il primo fascicolo che mi sono ritrovata fra le mani è stato quello di Cenerentola. E la prima cassetta pirata, la prima cassetta che ha aperto la lunga serie di cartoni animati disneyani piratati che mia zia Laura mi portava a casa con regolarità mensile? Indovinate. Cenerentola ovviamente. prima ancora di biancaneve (basta, adesso ho deciso che non metto le maiuscole, mi urtano). giocare a cenerentola era uno dei miei passatempi preferiti ed era sicuramente meno doloroso che fingere di svenire dopo aver morsicato una mela. ho sempre desiderato avere anche io un paio di scarpette di cristallo che mi calzassero alla perfezione come le sue, nelle quali il piede sarebbe scivolato dentro senza sbavature, flick, piede dentro la scarpa, grida di esultanza, dissolvenza...
il mio piede è un 36, ha l'indice più lungo dell'alluce e il collo alto.
quando andavo a comprare le scarpe da noemi, il negozio di scarpe davanti a quella che un giorno sarebbe diventata la casa della lori e di diego, il problema di sempre era solo uno: "la bambina ha il collo alto, signora, è meglio se ci buttiamo su un paio di scarpette aperte". buttiamoci sulle scarpette aperte, allora. e via di mocassini. fino agli otto anni, insieme alla "s" e alla "r", ho dovuto fare a meno anche delle normali scarpe da ginnastica chiuse davanti e poi...e poi in culo tutti quanti, io me le metto lo stesso anche se mi fanno un po' male. poi il piede deve essersi adattato, un po' come i "loti" delle cinesine e adesso riesco a mettere indifferentemente qualsiasi tipo di scarpa, più o meno. dico più o meno perchè quelle con i tacchi non riesco a sopportarle. alta un metro e sessanta come sono, un bel tacco dieci mi farebbe tutt'altro che male, ma preferisco essere considerata nana che una nana con i tacchi che soffre di lombosciatalgia, grazie. E adesso che il mio piede ha iniziato a piacermi, dopo anni e anni in cui lo consideravo l'ultima appendice che a volte mi dava dei fastidi (a volte...praticamente ogni volta che mi mettevo - e mi metto tuttora - delle scarpe diverse dalle gazze. potessi camminare a piedi nudi senza aver paura che mi vengano tetano-rabbia-epatite-cagotto insieme, beh, lo farei. che è praticamente quello che faccio normalmente quando sono a casa, fra l'altro) ho deciso di trattarlo bene e calzarlo il meno possibile con quelle maledette scarpe chiuse con i lacci allacciati stretti. viva le ballerine, viva gli infradito.
gli infrandito, poi, li adoro. li adoro fin tanto che il laccetto che divide alluce e indice non inizia a farmi sanguinare, il che può accadere a seconda dell'infradito dopo una settimana un mese o due mese, ma prima o poi succede. camminerei sempre in spiaggia, o a piedi nudi sull'erbetta, ah, l'erbetta appena tagliata, o la mattina presto quando è ancora un po' bagnata di rugiada e mi fa il solletico. sì, anche io voglio camminare in una VALLE VERDE.
2. feticista pervertita ufficialmente riconosciuta
sabato pomeriggio sono andata in libreria.
FRA_salve, posso chiederle un libro?
COMMESSA_prego dimmi.
FRA_allora sarebbe..."l'adorazione del piede" di bernarda del vecchio, edizioni castelvecchi.
COMMESSA_ah beh, solo la castelvecchi poteva pubblicare un tal libro per feticisti pervertiti.
FRA_(sorride sentendosi in imabarazzo, guardandosi attorno per assicurarsi che nessuno, a parte le dieci persone che sono lì intorno, abbia sentito quella che la commessa ha detto)
COMMESSA_ne ho una copia. è su di sopra. reparto sessuologia.
penso di essermi sentita così in imbarazzo in una libreria solo quando sono andata a comprare "magie d'amore per la strega moderna" e per sviare l'opinione delle commesse, gli ho chiesto se mi facevano un pacco regalo.
questo a proposito di piedi, l'introduzione si è un po' dilungata, ma ho deciso che dividerò il post in capitoli, così chi vuole può leggere tutto e chi non vuole può andare a leggere solo quello che gli interessa.
3. il feticismo e la perversione
okay. magari simone ha ragione quando dice che sono un po' feticista. in realtà si spiegherebbero una serie di cose se decidessimo di adottare questa tesi e farla nostra. un sacco di cose che, comunque, ero convinta di non essere propriamente l'unica a fare o a pensare. ma quanto è sottile la linea di confine che separa feticismo e perversione? Analizziamo la questione con attenzione e senza falsi pudori, che ormai qua non ce ne facciamo più da un pezzo, esattamente quando certa gente ha iniziato a parlare di pompini mentre io cercavo di impedirglielo dandogli indicazioni errate su come si pubblica un post.
1) ho sempre avuto un debole naturale per i nasi grandi. i nasi grandi mi fanno impazzire. stravedo per chi ha un naso importante in una faccia magari non del tutto bella. un uomo con un naso grande è, in generale, un uomo da prendere in considerazione. cose che mi piace fare con i nasi: prenderli tra l'indice e il medio e stringerli; leccarli; chiedere al possessore del naso di infilarmelo in un orecchio e soffiarci dentro; strofinarli con il mio a mò di eskimesi;
2) le orecchie le ho scoperte da poco, ma la tecnica è già raffinata. a parte il connubio naso-orecchio, che è una delle cose che mi danno più brividini in assoluto, penso che potrei raggiungere eccellenti (non dico massimi) livelli di piacere solamente facendomi succhiare un orecchio ad arte, il che prevede anche inserimento della lingua altrui all'interno dell'orecchio stesso, una cosa che con me ci si può permettere di fare perchè dedico alle mie orecchie cure pari a quelle che dedico ai miei piedi; naturalmente adoro anche farlo io, succhiare l'orecchio intendo, esplorarlo anche dentro le pieghine di cartilagine, se l'orecchio è dotato di piercing al trogo, come il mio, il gioco risulta ancora più divertente;
3) il "bosforo", come lo chiama Almazy ne "il paziente inglese", che sarebbe quella piccola concavità che si forma tra le clavicole alla base del collo; non ce l'hanno tutti e viene fuori solo con particolari posizioni della testa, ma è speciale. se è un po' umida di sudore poi è ancora meglio. in generale, e qui dovrei scrivere un altro punto ma non lo faccio, una cosa che mi piace tantissimo è anche il sapore salmastro del sudore quello buono, quel sottile strato di sudore un po' salato che si appoggia rispettivamente sul naso, sulle clavicole e sugli avambracci. a volte gli avambracci me li lecco o me li morsico anche da sola, sono buonissimi, li consiglio a tutti (non i miei nello specifico, ma insomma, ci siamo capiti);
4) l'ombelico, basta che sia pulito! con l'ombelico non vado tanto di lingua, che comunque è un classico insormontabile, quando di bacini brevi e un pochino a schiocco, localizzati esattamente dentro l'ombelico stesso. il mio ombelico invece è sacro, non si può sfiorare per nulla al mondo sennò potrei dare fuori di testa e iniziare a menare le mani; penso sia l'unico punto in cui soffro veramente il solletico, anche se durante un certo tipo di pratiche masochistiche potrei anche prenderlo in considerazione, il mio ombelico dico;
5) con i piedi ci si può fare di tutto, e con questo ritengo chiuso il punto 5, che potrebbe andare sotto il nome di "piedi";
6) una cosa che adoro fare è ricostruire l'immagine della faccia di una persona con la lingua, un po' come i ciechi lo fanno con i polpastrelli delle dita; immagino che la lingua venga sottovalutata, o almeno, io non ho mai trovato gente che facesse con la lingua quante cose ne faccio io. e dire che la lingua salmistrata mi ha sempre fatto uno schifo più unico che raro, con o sensa salsina verde ai capperi;
con il punto sei volevo iniziare l'elenco delle cose strane che mi piace fare, ma mi sono accorta di aver scritto già troppo e mi rendo conto che nessuno leggerà mai questo post fino alla fine, anche se è MOLTO divertente e PARECCHIO interessante (ma dove?) e come dice il cek io ho il dono più inutile che raro di scrivere una valanga di roba senza dire assolutamente niente (e credo abbia ragione, ma ha anche detto che a lui piace così, in fondo si tratta pur sempre di un talento, no? okay, ho capito, c'è anche chi ha il talento di fare i rutti più rumorosi e puzzolenti, e di certo non è una gran bella cosa...). quindi per stavolta mi spengo qui e vi dò appuntamento alla possima puntata di LA SOTTILE LINEA DI CONFINE TRA FETICISMO E PERVERSIONE, stay on line guys! (cazzo sto dicendo??? °________________O)
vostra Fra, in posizione Nadu
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